Buongiorno a te, oggi sfateremo qualche falsa credenza riguardo i Nevi Cutanei:

  1. Innanzitutto è doveroso essere pienamente coscienti che i traumi e le ferite accidentali non trasformano i Nevi Cutanei in tumore. Anche se sottoposti a traumi ripetuti o sfregamenti di vario genere come potrebbero essere il taglio con un rasoio da barba, il graffio provocato con le unghie o da animale domestico, gli sfregamenti degli indumenti come il reggiseno o la cintura dei pantaloni, una abrasione dopo essere scivolati per terra o altro, tutto ciò ed altro ancora inteso come traumatismo accidentale non trasforma il nevo interessato in tumore.Pertanto le lesioni neviche localizzate in zone di cute particolari come la regione plantare, le mani, il viso o le mucose intime dei genitali, il cuoio capelluto o altro ancora,  non sono a rischio di trasformazione in tumore se sottoposti a traumi accidentali di ogni genere,  anche se questi traumi sono ripetuti nel tempo. L’unico trauma che i nevi non dovrebbero subire in alcun modo, anzi la cute in genere nella sua interezza, è il trauma provocato dai raggi solari: il sole è causa di tumori della pelle. Leggi il breve articolo la “La Protezione Prima di Tutto” per approfondire questa tematica importantissima. 
  2. Non è vero che le voglie della madre in gravidanza si trasformano in macchie o Nevi Cutanei nel bambino e nell’adulto.Si tratta sempre e solo di particolari forme di nevi definiti nevi congeniti e di regola devono essere sempre valutati dal dermatologo. In particolare i nevi congeniti di grandi dimensioni, quelli che superano i dieci centimetri di lunghezza/grandezza ed ancora di più quelli che occupano ampie zone di cute e con i peli in evidenza. Eccoti due esempi clinici di Nevi congeniti giganti di grandi dimensioni.Dermatologo, Dermatologia, Novara Agostino CrupiDermatologo, Dermatologia, Novara Agostino Crupi
  3. Non è vero che i Nevi Cutanei non possono essere asportati chirurgicamente anzi, una loro asportazione chirurgica, consigliata e raccomandata dopo un attento esame in dermoscopia o confronto in mappa nevi in digitale, rappresenta il giusto e corretto metodo diagnostico da perseguire, mediante l’esame istologico, ad una diagnosi definitiva della lesione asportata. E’ sempre necessario il parere del dermatologo esperto in dermoscopia a dire quale lesione deve essere asportata e con quale tecnica dermochirurgica. Questo perché vi sono dei nevi che rappresentano lesioni di tipo prettamente epidermico e non melanocitario e quindi si potrebbero asportare con altre tecniche dermochirurgiche senza punti di sutura,  sempre in anestesia locale ed ambulatoriamente.Dermatologo, Dermatologia, Novara Agostino Crupi
Dermatologo, Dermatologia, Novara Agostino Crupi

 

 

 

 

 

 

Nevo epidermico di Miescher del volto e dopo 45 giorni dal trattamento in DTC-Shave.

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Al prossimo articolo,

Il Dermatologo Agostino Crupi.

 

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